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Il Piemonte è un’eccellenza nel campo dei trapianti, con strutture come quelle dirette da Mauro Salizzoni (a luglio 3000 trapianti di fegato in 27 anni) e Mauro Rinaldi che sono all’avanguardia in Italia ed in Europa per qualità e quantità degli interventi, così come è di rilievo l’attività di trapianto di rene guidata da Luigi Biancone. 
Il trapianto è possibile se c’è un donatore ed è sulla cultura della donazione che occorre insistere e lavorare per mantenere i livelli raggiunti in tanti anni. Tutti i trapianti, anche quelli “ordinari”, permettono ai pazienti in lista di attesa di ricevere la terapia necessaria: il gesto di solidarietà dei familiari dei donatori consente ai riceventi di tornare a sperare in un futuro. L’assessore regionale alla Sanità, Antonio Saitta, Pier Paolo Donadio del Coordinamento regionale donazioni e prelievi di organi (Crp), Antonio Amoroso, direttore del Centro regionale trapianti (Crt), ed il presidente di Federsanità Anci Piemonte, Gianpaolo Zanetta, hanno fatto il punto della situazione e sottolineato ancora una volta l’esigenza di promuovere la cultura della donazione degli organi. Molto commovente la testimonianza di Silvia Giorgis, medico rianimatore dell’ospedale Maria Vittoria di Torino, che ha raccontato la storia di Irene, una giovane donna, in gravidanza alla 32ma settimana che giunge in pronto soccorso in condizioni disperate. Per Irene non ci sono possibilità di cura: poche ore dopo nasce Emma, con un cesareo fatto in urgenza ed il dolore che segna il viso di tutti. Il marito Oscar decide di donare gli organi. Una decisione presa con il cuore. I pazienti in morte encefalica segnalati sono 59,1 per milione di popolazione (lo scorso anno erano 49,9), il numero di donatori dal quale almeno un organo prelevato è stato trapiantato è di 31,1 pmp (lo scorso anno 26,6), le opposizioni espresse in vita dal cittadino o testimoniate dai famigliari sono al 34,3 % ( lo scorso anno erano al 33,5). Il 2017 riconferma il Piemonte tra le regioni capofila in Italia sia per le donazioni che per i trapianti. I dati relativi alle donazioni, presentati dal dottor Donadio, hanno evidenziato come nel 2017 si sia registrata la miglior performance degli ultimi 10 anni, collocando il Piemonte ben al di sopra della media nazionale. Nonostante l’ottimo lavoro svolto fin qui, Donadio ha ricordato che ancora molto impegno deve essere profuso per ridurre il numero delle opposizioni. Amoroso ha sottolineato come, grazie all’incremento dei donatori, nel 2017 si è assistito ad una ripresa dell’attività di trapianto: infatti, al 30 novembre erano già stati superati i trapianti eseguiti nel 2016. In particolare, a fine novembre 2017 sono stati effettuati 199 trapianti di rene (sono aumentati del 50% quelli da donatore vivente), 155 di fegato, 24 di cuore, 30 di polmone e 1di pancreas. Grazie a questo incremento, che si attesta a rispetto al 2016, il numero di pazienti in attesa di trapianto non è ulteriormente aumentato, per la prima volta rispetto all’ultimo periodo. Con l’attività degli ultimi 11 mesi è stato possibile superare, dall’inizio dell’attività trapiantologica piemontese, i 9011 trapianti (gli interventi di trapianto sono stati 8550 ed in alcuni casi hanno coinvolto più organi).


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