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Spiegano il sindaco Maurizio Rasero e l’assessore alla cultura Gianfranco Imerito: “Vittorio Alfieri non è solo uno dei simboli della nostra città, ma anche un brand che va rafforzato e promosso a livello nazionale. In quest'ottica nasce questa iniziativa che attraverso la parola, il teatro e la musica  vuole avvicinare il pubblico alla sua figura e al suo linguaggio, che offre più chiavi di accesso di quello che comunemente si pensa, e può essere compreso e apprezzato da tutti”.

Il primo appuntamento si terrà sabato 13 gennaio alle ore 17 alla sala conferenze di Palazzo Mazzetti, con una conferenza del professor Sandro De Maria dell’Università di Bologna, uno dei più noti archeologi italiani, studioso di archeologia e storia dell’arte greca e romana, direttore di notevoli campagne di scavo di città romane, mura e necropoli, per introdurre in modo documentato e appassionante alla visione dello spettacolo, alla vita in un periodo della storia antica che suggestionò fortemente Alfieri.

Titolo dell’incontro è “Abitare una casa degna di un uomo. Nerone, la Domus Aurea, le residenze imperiali di Roma”.

Alfieri studiò il greco in età adulta, in particolare durante gli ultimi dieci anni del soggiorno fiorentino, ma aveva solide basi di latino, studiato durante gli anni dell’Accademia, tanto da cimentarsi nella traduzione di vari autori, si pensi, in particolare a Virgilio. Sappiamo come la tragedia si ispiri alla storia romana e metta in scena i personaggi di Ottavia, Poppea, Nerone, Tigellino, Seneca. L’incontro sarà occasione per scoprire, appunto, al di là dei luoghi comuni, la Roma, teatro delle vicende rievocate in scena, con forti passioni, dai personaggi alfieriani.

Sandro De Maria partecipa a programmi didattici e di ricerca internazionali, sia nell'ambito dei progetti interunivesitari «Erasmus» dell'Unione Europea (Università di Leicester, Gran Bretagna; di Aix-en-Provence, Francia; di Aahrus, Danimarca; di Valencia, Madrid e Barcellona, Spagna; di Helsinki, Finlandia), sia con Centri di ricerca collegati alle attività  della Sezione di Archeologia del Dipartimento di Storia Culture Civiltà dell'Università di Bologna (Centre de Recherche pour l'Etude de la Peinture Murale Romaine di Soissons, Francia; Butrint Foundation di Londra). È autore di circa 200 lavori scientifici e si occupa prevalentemente di argomenti di archeologia e storia dell'arte greca e romana e di storia della tradizione classica.
Ingresso libero

Martedì 16 gennaio alle 21 al Teatro Alfieri debutta in prima nazionale "Ottavia e Nerone", spettacolo di Vittorio Alfieri diretto da Marco Viecca e interpretato da Chiara Buratti (Ottavia), Marco Viecca (Nerone), Daniela Placci (Poppea), Valentina Veratrini (Seneca) e Diego Coscia (Tigellino), quest’ultimo vincitore del concorso teatrale Gabriele Accomazzo 2017. Aiuto regia Rossana Peraccio, consulenza drammaturgica di Carla Eugenia Forno, scenografie di Francesco Fassone. Lo spettacolo è prodotto dalla Fondazione Gabriele Accomazzo per il Teatro, all’interno del progetto Fortissimamente Alfieri 2017 il viaggio continua, che vuole dare continuità all’attività alfieriana che la Fondazione porta avanti da anni e che ha già visto il successo di critica, pubblico e numero di repliche dell’allestimento della tragedia Antigone, che ha debuttato nel 2016 sempre al Teatro Alfieri in occasione del compleanno del poeta Astigiano. “Ottavia e Nerone” debutterà in prima nazionale martedì 16 gennaio 2018 alle 21 al Teatro Alfieri di Asti, con anteprima per le scuole la mattina dello stesso giorno alle 10,30, ed è realizzato con il contributo della Fondazione CRT e della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, il Patrocinio di: Città di Asti, Comune di Castelnuovo Don Bosco, Comune di Poirino, Fondazione Giovanni Goria, Associazione fra Guglielmo Massaia, la collaborazione di: Consorzio Asti Studi Superiori Polo Universitario di Asti, Fondazione Centro di Studi Alfieriani di Asti, A.S.S.T.A. Arte, Scienza, Società, Tecnica ad Asti; il sostegno di Parco Commerciale Magnone, Albero Ristorante Ciocca, Autonoleggio IGS Rent.

“Nella tragedia Ottavia viene condannata a morte dal tiranno per colpe mai commesse – spiega il regista –l’unica sua colpa è quella di intralciare i piani di Nerone, che vuole sposare la sua amante Poppea. Nerone, lontano dagli obblighi del “governare”, si rifugia nelle stanze della sua reggia, dedicandosi alla musica, alle arti e a Poppea. È quasi infastidito dai suoi obblighi, tanto da permettere a Tigellino di esercitare un potere che va ben al di là delle sue competenze, e sopporta male i consigli e i moniti del vecchio precettore Seneca. L’imperatore è distratto, impaurito, sordo ai richiami dell’amore vero che Ottavia gli riserva, è chiuso in un parco di divertimenti immaginario e perfetto, nel quale qualsiasi disturbo o disaccordo deve essere semplicemente eliminato: Ottavia, il suo amore, ma anche la sua stessa esistenza, per Nerone non sono doni, ma impedimenti ai suoi piani, ai suoi piaceri. Egli è un tiranno che uccide per fastidio; non calpesta i sentimenti, semplicemente non li vede, non li considera, non lo toccano. Compatisce se stesso fino alle lacrime, è un assassino che ha compassione della sua condizione, giustificandola con indulgenza. Alfieri, in quest’opera, si sgancia dalla logica della trama di causa/effetto, e si inoltra in una trama di personaggio e idea di base, accarezzando tematiche psicologiche legate a concetti quali il narcisismo, l’egoismo totale, l’incapacità di empatia, l’incapacità di accettare il rifiuto, la mancanza di razionicio e pietà”. 

I biglietti (10 euro posto unico numerato, ridotti 5 euro per under 25, over 65 e abbonati stagione teatrale) sono disponibili in prevendita presso la biglietteria del teatro. Per informazioni e prenotazioni: 0141.399057 – 399040, dal martedì al venerdì con orario continuato 10-17.

Mercoledì 17 gennaio alle 21 a Palazzo Alfieri si terrà il concerto “Carlo Graziani: un grande astigiano”, presentazione italiana del nuovo cd di Armoniosa. Sul palco Stefano Cerrato (Violoncello Solo), Marco Demaria (Violoncello di continuo) e Michele Barchi (Clavicembalo).

Carlo Graziani doveva essere particolarmente fiero di essere nato nella Città di Asti se nella dedica della partitura delle Sei Sonate per Violoncello e Basso il Principe di Prussia aveva ritenuto di indicare "par Charles Graziani, d’Asti". Tuttavia non ci sono giunte notizie certe circa la datazione della nascita di Graziani (è possibile che il musicista sia nato negli anni '30 del XVIII secolo). Sappiamo però che in quegli anni era attiva presso la Cattedrale una prestigiosa istituzione musicale, la "Capellae puerorum cantantium” (“Cappella dei Putti”) e che parecchi strumentisti di ottimo livello emersero in tale periodo nella realtà astigiana. Graziani fece carriera come violoncellista, compositore e didatta, ed  ebbe un importante respiro a livello europeo.

Le Sei Sonate per Violoncello e Basso op. 3 mostrano il percorso di maturazione artistica di Graziani, passando da un linguaggio decisamente barocco, talvolta con leziosità del Rococò, ad alcune avvisaglie di Classicismo,  e svelano una vena compositiva molto prolifica, con frasi melodiche decisamente ispirate.

Graziani certamente fece tesoro dei suoi viaggi e dei suoi incontri musicali per sviluppare uno stile personale ed europeo, compendio di melodie eleganti sostenute da una fine padronanza tecnica e formale.

Il concerto è anche l’occasione per presentare il nuovo cd di Armoniosa edito da Rubicon Classics.

Programma:

Sonata n. 2 op. 3 in LA Maggiore
Allegretto Grazioso
Cantabile
Rondeau Grazioso

Sonata n. 3 op. 3 in SIb Maggiore
Allegretto
Largo Maestoso
Minuetto

Sonata n. 5 op. 3 in RE Maggiore
Allegretto
Cantabile
Minuetto

 

Biglietti 10 euro, disponibili presso la cassa del Teatro Alfieri. Di notevole interesse sarà anche l’appuntamento di sabato 27 gennaio, alle ore 17, nel salone  del Podio di Palazzo Alfieri, a chiusura di questo ciclo di iniziative. Si tratta della presentazione al pubblico del restauro della partitura manoscritta della tragedia Ottavia di Alfieri, posseduta dalla Biblioteca Alfieriana, realizzata da Vincenzo Rocchi, musicista scarsamente conosciuto, circa il quale, finalmente si è in possesso di alcune notizie essenziali. Ragioni fondamentali di interesse dell’incontro saranno, quindi, l’intervento di restauro dei cinque volumi, portato a compimento dal restauratore Giani Buoso; la presentazione dell’autore della partitura; l’approfondimento dello stretto rapporto intercorrente fra la tragedia alfieriana e il melodramma ottocentesco; l’esecuzione di brani trascritti con grande maestria per flauto e violino rispettivamente dai musicisti astigiani Simona Scarrone e Andrea Bertino. Ingresso libero.


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